La natura nel cuore della città

«L’immaginario degli uomini ha sempre fatto il paradiso in un giardino», diceva spesso Jean Balladur.
Concepire una città giardino era una scommessa audace; la concepire sulla sabbia e sull’acqua salata era una scommessa folle.

LA GRANDE-MOTTE, CITTA’ GIARDINO

Nel 1963, la costa del litorale della Linguadoca Rossiglione conosceva uno dei tassi d’imboschimento più bassi in Francia (2,5% di spazi boschivi).
Il disegno a pettine delle piramidi ha disciplinato i venti e ha protetto la vegetazione. I vegetali sono stati scelti in funzione della loro capacità ad accettare l’insolazione, della loro resistenza agli schizzi di acqua salata e dei loro bisogni di acqua: il pino come albero dominante, il tamerice, dei lagestroemia, dei phornium, dei pittosporum, degli oleandri, della prateria rustica.
Alcune palme, invitati esotici, sono venute più tardi. Gli architetti hanno strutturato la città con le siepi e i boisements, in una densità e una pianificazione eccezionali.
Pierre Pillet, architetto paesaggistico, e Michel Germond, ingegnere forestale, sono stati i giardinieri che hanno costruito la città.

Fin dal vostro arrivo, La Grande-Motte vi apre le porte del suo immenso giardino.
Conoscete un’altra città che rivendica il 70% del proprio territorio in spazi verdi e zone naturali?
E’ la prima stazione verde in Europa che le consente di ricevere "3 fiori"  del marchio "Città fiorita", che ricompensa gli sforzi del comune sul patrimonio paesaggistico e vegetale, ma anche il suo impegno in azioni di sviluppo sostenibile.